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- I nostri corsi di teatrodanza | Teatro del Buratto
Il Teatro del Buratto organizza corsi di teatrodanza per l'infanzia a partire dai 6 anni I corsi di teatrodanza 2026 - 2027 Il teatrodanza e la propedeutica "Imparare a camminare ti rende libero. Imparare a danzare ti dà la libertà più grande di tutte: esprimere con tutto il tuo essere la persona che sei." Anche quest'anno il Teatro del Buratto proporrà i corsi di teatrodanza per i più giovani . Questi percorsi propedeutici sono focalizzati sull'incontro tra movimento poetico e azione , e consente alle bambine e ai bambini, alle ragazze e ai ragazzi partecipanti, di sperimentare e conoscere le proprie potenzialità corporee, emotive, immaginative e comunicative . Sono inoltre efficaci strumenti per affrontare la timidezza e i propri limiti, e rappresentano straordinarie occasioni di socialit à e di condivisione . Tutti i corsi hanno una durata di 25 appuntamenti + 1 prova gratuita aperta a tutti all'inizio del corso e un numero massimo di 15 partecipanti . I corsi si terranno sempre nei giorni e negli orari prestabiliti, presso il Teatro Bruno Munari di Milano , in via Bovio n°5. L'inizio del corso è previsto per il mese di Ottobre . La conclusione sarà nel mese di Maggio , con il saggio finale sul palcoscenico del Teatro Munari. A tutti i corsisti è riservata una scontistica dedicata (biglietto ridotto) per gli spettacoli della Stagione teatrale 2026-2027. Per info e prenotazioni: formazione@teatrodelburatto.it +39 02 27002476 Corso Infanzia Dai 6 agli 8 anni Corso Giovani Dai 9 ai 12 anni
- Babebibo... Blu!
Dai 4 anni < Torna alle produzioni Babebibo... Blu! Colori e suoni delle parole Dai 4 anni Anno 2014 CREDITI Testo e regia: Renata Coluccini In scena: Benedetta Brambilla Illustrazioni: Rossana Maggi Animazione video: Federico Milan Musiche originali: Andrea Mormina Disegno luci: Marco Zennaro Direttore di produzione: Franco Spadavecchia DESCRIZIONE «Un tempo anch’io ero piccola, piccola come voi. Me ne stavo chiusa nella mia stanza e giocavo con le mie parole; le parole erano immagini, fantasie che riempivano la mia stanza, si disegnavano sulle pareti …» Le parole sono i sassi che ci fanno percorrere strade, sono chiavi che aprono porte, sono il respiro dei sogni, sono disegni nell’aria … ma prima di essere parole sono suoni. La storia è quella di una bambina che non si sente ancora pronta ad affrontare il mondo. Nella sua solitudine gioca con suoni e parole in associazione libera e attraverso questi giochi scopre e riconosce, nominandole, alcune emozioni di cui fa tesoro. Solo allora sarà pronta ad affrontare il mondo, ad uscire dalla sua stanza. “Ogni giorno posso cambiare le mie parole, scegliere le più importanti. Mi serve una parola per ridere, una per dormire, una per essere felice, una per quando sono triste e un’altra per arrabbiarmi.” Nello spettacolo si compie un viaggio insieme agli spettatori, per scoprire quanto i suoni delle parole importanti siano vitali, come nella musica: procurano sentimenti di piacere e gioia, malinconia e tristezza, esuberanza e vitalità, a seconda di come si combinano fra di loro. Nella creazione delle immagini ci siamo ispirati a Kandinskij alla sua “Teoria armonica dei colori”, in cui diversi colori vengono associati a vari strumenti musicali; così abbiamo provato ad associare parole dai differenti suoni (duri/morbidi, aggressivi/suadenti …) a emozioni e colori. Abbiamo attraversato con parole e immagini le suggestioni della tristezza, della paura e del coraggio, della forza, della rabbia e infine della felicità. “Con i bambini, spesso in modo spontaneo, parliamo usando parole che in apparenza non hanno significato, ma che descrivono il mondo attraverso versi e rumori. Come in una matrioska, dentro il suono si nasconde il significato, il nocciolo della parola, che diventa in questo modo facilmente comprensibile anche da chi ha un bagaglio lessicale ancora in costruzione. Le onomatopee danno ritmo, trasmettono emozioni e fanno ridere.” (Mara Pace). Tematiche: educazione all'immagine, emozioni, crescita Linguaggi: teatro d'attore e teatro d'immagine ORGANIZZAZIONE E DISTRIBUZIONE Francesco D'Agostino Cell. +39 329 29 85 890 | Tel. 02 27 00 24 76 Mail commerciale@teatrodelburatto.it | franz.dagostino@teatrodelburatto.it SCARICA LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO DOCUMENTI SPETTACOLO Codice opera SIAE: 913788A Precedente Seguente
- Digiunando davanti al mare | Teatro del Buratto
11 < Indietro Digiunando davanti al mare Principio Attivo Teatro Teatro Verdi Acquista 19 Marzo 2027 ore 20:30 20 Marzo 2027 ore 20:30 «Il lavoro è un diritto ma anche un dovere se questo lavoro ha un’utilità pubblica.» La figura di Danilo Dolci sfugge a qualsiasi tentativo di classificazione: poeta, intellettuale, pedagogo. Dopo un breve viaggio in Sicilia decide di ritornarci e di mettersi al fianco degli ultimi, dei diseredati, dei banditi come li chiamava lui stesso. Negli anni cinquanta organizza e promuove tantissime manifestazioni e scioperi in difesa dei diritti dei contadini, dei pescatori, dei disoccupati. Danilo Dolci voleva, con i disoccupati Siciliani, ricordare all’Italia intera che per la Costituzione Italiana il lavoro è un diritto ma anche un dovere se questo lavoro ha un’utilità pubblica. Durante la manifestazione Danilo Dolci fu arrestato assieme ad alcuni collaboratori, ne seguì un processo che segnò un profondo spartiacque nell’Italia del dopoguerra. < Precedente Successivo >
- Voglio le Olimpiadi | Teatro del Buratto
5 < Indietro Voglio le Olimpiadi Teatro del Buratto Teatro Verdi Acquista 22 Gennaio 2027 ore 20:30 «Solo accettando se stessi è possibile capire chi siamo davvero.» Ale perde l’uso delle braccia a 25 anni per un incidente in moto. Tornato a casa, dopo giorni di disperazione, reinventa la propria vita grazie anche allo sport, vincendo un titolo mondiale e due europei di paraduathlon, e conquistando in sella alla sua bicicletta il record dell’ora di paraciclismo su pista. È la storia del suo percorso verso l’autonomia, dalle prime cadute alle speranze di qualificazione per i giochi olimpici. Una storia di sport, ma soprattutto di vita, di vittorie, ma anche di fallimenti, perché solo accettando se stessi è possibile capire chi siamo davvero, e come provare a realizzare i propri sogni, superando il nostro “non limite”. Lo spettacolo tratto dal libro omonimo è la storia vera di Alessandro Cavani Minetti e sarà proprio lui, in scena, a raccontare la sua vicenda. < Precedente Successivo >
- Giardini di plastica
«Mondi a sé, ciascuno con le proprie meraviglie, dove si possono incontrare extraterrestri, samurai, fate, angeli...» < Indietro Giardini di plastica 9 novembre 2026 ore 10:00 Teatro Bruno Munari Koreja Con: Luna Maggio, Enrico Stefanelli, Anđelka Vulić Cura dell’allestimento: Maria Rosaria Ponzetta Tecnici: Alessandro Cardinale e Mario Daniele Regia: Salvatore Tramacere Organizzazione e tournée: Silvana Pollice Foto: Antonio Giannuzzi - Archivio Koreja «Mondi a sé, ciascuno con le proprie meraviglie, dove si possono incontrare extraterrestri, samurai, fate, angeli...» Chi decide di subirne l’incantesimo, si prepari a un viaggio sorprendente alla scoperta di mondi magici dove colori, luci e suoni assecondano i suoi desideri. Mondi a sé, ciascuno con le proprie meraviglie, dove si possono incontrare extraterrestri, samurai, fate, angeli… Dove c’è posto per i ricordi, i sogni, le emozioni. Di grande impatto visivo, le scene suggestionano anche chi bambino non è più, grazie all’originalità delle trovate e alla forza evocativa di certe immagini. Tubi, abiti, copricapo, materiale povero e riciclato di vario genere che grazie all’uso fantasioso delle luci si trasforma fiabescamente in immagini, visioni strampalate e buffe, quadri plastici di un movimento della fantasia. Non c’è in ballo una vera e propria storia che non sia quella inventata, lì al momento, dai tre attori in scena con le loro trasformazioni. E la plastica? Koreja si è divertita a trasformarla, giocando con gli oggetti semplici di ogni giorno. E lancia la sfida a riconoscerli Tematiche: fantasia, riciclo, emozioni, sogni Tecnica: teatro d’attore SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >
- La terra dei sogni
Dai 4 anni < Torna alle produzioni La terra dei sogni Dai 4 anni Anno 2020 CREDITI Sogno di Benedetta e Stefano Realizzato con: Aurelia Pini Testo e messa in scena: Aurelia Pini In scena: Benedetta Brambilla, Stefano Pirovano Luci: Marco Zennaro e Stefano Pirovano Direttore di produzione: Franco Spadavecchia DESCRIZIONE Tutti abbiamo piccoli semi di sogno da seminare nella Terra dei sogni. Li teniamo nascosti nei pensieri, nei cuscini, nel cuore. Coltiva la gentilezza perché metterà radici e cresceranno alberi gentili. Il mondo dei sogni è per tutti i bambini e le bambine un mondo misterioso, che non sempre svanisce con le luci del mattino. A volte restano immagini sfocate nella memoria, tracce di incontri con personaggi fantastici, vissuti emozionanti da conservare. Il mondo onirico è pieno di luoghi conosciuti che i sogni dilatano, alterano, di personaggi fantastici che vorremmo incontrare anche nella vita reale. Camilla è una bambina che ama sognare, conserva i sogni dentro i suoi cuscini, non solo i suoi, anche quelli di tutte le creature che popolano la terra. Sì, perché tutti sognano, ognuno secondo la propria natura. Olefeo-Chiudiocchi è l’omino dei sogni che vive tra le radici di un grande antico albero nel cuore del bosco. Ogni sera porta ai bambini i sogni, come storie, scritti su una foglia. Camilla e il suo amico Piumino, un pupazzo di tela bianca, lo aspettano ogni sera, ma Olefeo-Chiudiocchi non vuole essere visto, entra quando i bambini stanno per addormentarsi lanciando petali di papavero rosso. Questo spettacolo è anche il sogno di una terra più amata, protetta, abitata da persone gentili, di buon cuore. E’ il sogno di una terra dove la gente sorride, anche per niente. Una terra dove si coltivano le buone parole, i bei gesti, l’amore per ogni creatura che la abita. Tematiche: gratitudine, sogni, rispetto, accettazione dell’altro, gentilezza Linguaggi: teatro d'attore ORGANIZZAZIONE E DISTRIBUZIONE Francesco D'Agostino Cell. +39 329 29 85 890 | Tel. 02 27 00 24 76 Mail commerciale@teatrodelburatto.it | franz.dagostino@teatrodelburatto.it SCARICA LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO DOCUMENTI SPETTACOLO Codice opera SIAE: 941325A Precedente Seguente
- Kai nel cuore del blu | Teatro del Buratto
< Back Kai nel cuore del blu 1,2 e 3 Febbraio 2027 ore 10:00 «La noia diventa la scintilla che accende il desiderio, attesa e pazienza si rivelano alleate preziose.» Previous Next < Indietro Kai nel cuore del blu 1,2 e 3 Febbraio 2027 ore 10:00 Teatro Munari Dai 4 anni Teatro del Buratto CAPS TITLE Testo e drammaturgia: Davide Del Grosso Da un’idea di: Gabriele Bajo, Beatrice Masala, Marco Iacuzio, Ilaria Ferro, Riccardo Paltenghi Coordinamento messa in scena: Giusy Colucci In scena: Beatrice Masala, Marco Iacuzio, Ilaria Ferro, Riccardo Paltenghi, (Gabriele Bajo) Scenografia: Caterina Berta Luci: Marco Zennaro Direttore di produzione: Franco Spadavecchia «La noia diventa la scintilla che accende il desiderio, attesa e pazienza si rivelano alleate preziose.» Un cane e Kai, la sua piccola persona, portati contro voglia al mare si ritrovano lontani dalla loro quotidianità cittadina e senza niente da fare. Nella noia i due sono attirati dal misterioso suono di un enorme cuore che sembra provenire dal mare e partono così alla sua ricerca. Diversi personaggi metteranno alla prova il loro desiderio di raggiungere le profondità del mare: granchi confusionari e un pellicano superficiale che tenteranno di fargli perdere la rotta, ottusi balenieri impegnati in una caccia feroce e un inquietante mostro di spazzatura che tenterà di intrappolarli. Nel racconto la noia diventa la scintilla che accende il desiderio, attesa e pazienza si rivelano alleate preziose per scoprire cosa pulsa nel cuore del blu. SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >
- Nella tana | Teatro del Buratto
< Indietro Nella tana Nudoecrudo Teatro Da 6 a 36 mesi Sala Teatranti - Teatro Bruno Munari Acquista Sabato 12 Dicembre 2026 ore 17:00 Domenica 13 Dicembre 2026 ore 10:00 Domenica 13 Dicembre 2026 ore 11:15 Immaginato e creato da: Alessandra Pasi Cura del suono: Luca De Marinis Oggetti di scena: Simone Longobardi Un baule. O forse più. Che cosa si nasconde lì dentro? Chi c’è? Cu-cù! Un tulle, una garza leggera, stoffe morbide da tuffarcisi dentro, per nascondersi e accoccolarsi… nella tana. Nuova tappa della ricerca dedicata da Nudoecrudo Teatro alla primissima infanzia. Ancora una volta, semplici oggetti danno vita a tanti ambienti a misura di bambinᵊ, da vivere e sperimentare guidati dal suono e dalla voce, in un viaggio-scoperta nella tana del mondo. Gli elementi che contraddistinguono il nostro lavoro artistico teatrale sono un’accurata progettazione e realizzazione di materiali sensibili originali; un’attenta produzione sonora (e vocale), che si sviluppa sia in un lavoro in studio di elaborazione di materiali elettroacustici curata da Luca De Marinis, sia in un lavoro musicale e vocale dal vivo che, a partire da nenie, filastrocche e tiritere, diventa il mezzo per entrare in relazione con i piccolissimi e creare suggestioni, utilizzando i materiali proposti. Un’esperienza tutta da creare e scoprire insieme, grandi e piccini. Tematiche: il mondo e lo spazio intorno a sé, suggestioni sonore Linguaggio: teatro d’attore, teatro partecipato < Precedente Successivo >
- Il mio papà è Ulisse
«Proviamo a guardare il “mito” Ulisse con lo sguardo del figlio. Con lui chiediamoci perché il padre non torna.» < Indietro Il mio papà è Ulisse 3 e 4 marzo 2027 ore 10:00 Teatro Verdi Fino ai 12 anni Teatro del Buratto Testo e regia di Renata Coluccini Con Sabrina Marforio, Stefano Panzeri, Cristina Liparoto Luci di Marco Zennaro Direttore di produzione Franco Spadavecchia «Se Telemaco è presente nella sua attesa, il mondo del padre prende vita attraverso la forza di immagini deformate, trasformate dal suo sentire.» Il mito ci aiuta a comprendere l’oggi, a dare voce e immagine a situazioni e paure dell’animo. Proviamo a guardare il “mito” Ulisse con lo sguardo del figlio. Con lui chiediamoci perché il padre non torna. Questa è la storia di Telemaco: il vento e le onde gli raccontano di come suo padre vinse la guerra di Troia. Di come è difficile tornare dalla guerra. Gli narrano dei Ciclopi e di come Ulisse li sconfisse, dell’arte magica della bellissima Circe, della nave catturata dai vortici di Cariddi in uno schiumoso mare. Se Telemaco è presente nella sua attesa, il mondo del padre prende vita attraverso la forza di immagini deformate, trasformate dal suo sentire. Tematiche: il mito, l’attesa, il rapporto padre-figlio Tecnica: teatro d’attore SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo > < Indietro Il mio papà è Ulisse 3 e 4 marzo 2027 ore 10:00 Teatro Verdi Fino ai 12 anni Teatro del Buratto Testo e regia di Renata Coluccini Con Sabrina Marforio, Stefano Panzeri, Cristina Liparoto Luci di Marco Zennaro Direttore di produzione Franco Spadavecchia «Se Telemaco è presente nella sua attesa, il mondo del padre prende vita attraverso la forza di immagini deformate, trasformate dal suo sentire.» Il mito ci aiuta a comprendere l’oggi, a dare voce e immagine a situazioni e paure dell’animo. Proviamo a guardare il “mito” Ulisse con lo sguardo del figlio. Con lui chiediamoci perché il padre non torna. Questa è la storia di Telemaco: il vento e le onde gli raccontano di come suo padre vinse la guerra di Troia. Di come è difficile tornare dalla guerra. Gli narrano dei Ciclopi e di come Ulisse li sconfisse, dell’arte magica della bellissima Circe, della nave catturata dai vortici di Cariddi in uno schiumoso mare. Se Telemaco è presente nella sua attesa, il mondo del padre prende vita attraverso la forza di immagini deformate, trasformate dal suo sentire. Tematiche: il mito, l’attesa, il rapporto padre-figlio Tecnica: teatro d’attore SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >
- In riva al mare | Teatro del Buratto
< Indietro In riva al mare Teatro del Buratto Dai 3 ai 5 anni Sala Teatranti - Teatro Bruno Munari Acquista Sabato 6 Marzo 2027 ore 17:00 Domenica 7 Marzo 2027 10:00 Di: Silvio Oggioni Con: Gabriele Bajo e Selvaggia Tegon Giacoppo Un gioco teatrale che propone e chiede il coinvolgimento attivo non solo dei bambini, ma anche degli adulti che sono invitati a giocare insieme nella costruzione del percorso di questa narrazione “partecipata”. Un percorso che dalla frenesia della città ci porta lungo sentieri inventati, improbabili e pieni di piccoli buffi incontri da mimare insieme, fino alla “nostra” spiaggia. Finalmente seduti, possiamo sentire il caldo del sole, i suoni del mare, le strida di gabbiani attorno a noi. Una piccola onda azzurra si stende allora ai nostri piedi e poi ci copre, piano, piano e senza paura. L’onda, ritirandosi, segna la fine del gioco teatrale, lasciando sulla spiaggia piccoli doni (conchiglie, stelle marine, cavallucci marini, legni levigati, granchi reinventati e colorati) con cui concludere l’avventura assieme, per aprirci alla libera reinvenzione di nuove storie da giocare insieme, grandi e piccoli. Un omaggio finale al bellissimo silent book l’Onda di Suzy Lee che ha ispirato questo gioco teatrale. Tematiche: gioco partecipato, il mondo marino Linguaggio: teatro d’attore, animazione di oggetti < Precedente Successivo >
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