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  • The strange case of Mr. Stevenson

    [ENG/ITA] < Torna alle produzioni The strange case of Mr. Stevenson [ENG/ITA] Dai 15 anni 2023 CREDITI Testo e regia: Laura Pasetti In scena: Alessandro Guetta Spettacolo in lingua inglese con qualche intervento in italiano DESCRIZIONE Siamo nella testa di Robert Louis Stevenson. I suoi personaggi circolano liberi da qualsiasi costrizione e ci accompagnano alla scoperta di uno dei più grandi romanzieri di tutti I tempi. Ciò che scopriremo, però, non sarà quello che ci aspettiamo… in pochissimi sanno che da giovane ha fatto il palombaro, che ha inventato il sacco a pelo per fare un viaggio a cavallo di un’asina, che ha scritto più di 100 composizioni musicali… la sua vera identità prende forma tra aneddoti divertenti e rivelazioni sorprendenti, talvolta inquietanti. Nella testa dello scrittore, incontreremo pirati, assassini, scienziati; tutti usciti dalla sua immaginazione per tentare di spiegare l’eterna lotta fra il bene e il male, quella lotta che lo ha affascinato fin da bambino a cui, forse, ha dato un senso solo alla fine della sua vita. Tematiche: la vita e le opere di Robert Louis Stevenson Linguaggi: teatro d'attore ORGANIZZAZIONE E DISTRIBUZIONE Francesco D'Agostino Cell. +39 329 29 85 890 | Tel. 02 27 00 24 76 Mail commerciale@teatrodelburatto.it | franz.dagostino@teatrodelburatto.it SCARICA LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO DOCUMENTI SPETTACOLO Codice opera SIAE: 941662A Precedente Seguente

  • Raperonzolo

    Dai 5 anni < Torna alle produzioni Raperonzolo Il canto del crescere Dai 5 anni Anno 2016 CREDITI Con: Cristina Liparoto e Sabrina Marforio Regia: Renata Coluccini Scene: Michelangelo Campanale Disegno Luci: Marco Zennaro Produzione Teatro del Buratto DESCRIZIONE Ho attraversato il bosco e … ce l’ho fatta! Anche se mi si sono impigliati i capelli tra i rami, anche se le ombre mi hanno sfiorato, il sole mi ha indicato la via, mi sono venuti gli occhi grandi e ho scoperto la strada giusta! Nel bosco le foglie mi sussurrano ancora la storia … la storia di Ravanellina, che è arrivata proprio fino a qua, ma molto tempo fa. C’era una volta una bambina che si chiamava Ravanellina… No… in realtà Ravanellina non c’era ancora… ma c’erano un uomo e una donna che desideravano tanto, ma proprio tanto, avere una bambina… Così inizia la fiaba di Raperonzolo, o Ravanellina. Quest’uomo e questa donna si accorsero un bel giorno di aspettare una bambina e che sarebbero finalmente diventati genitori! La madre allora, fu presa da una gran voglia di mangiare dei ravanelli che, sfortunatamente, crescevano solo nel giardino della vicina: una strega. Il marito, volendo accontentare la moglie, una notte scavalcò le alte mura ed entrò nel giardino della strega. Questa, però, lo sorprese e, in cambio dei ravanelli, lo costrinse ad accettare un patto: “quando Ravanellina compirà 12 anni, io verrò a prenderla e da allora diventerà mia figlia”. Il tempo passò e nacque una bella bambina. Che crebbe. Ma non appena Ravanellina ebbe 12 anni, la strega, come promesso, si presentò e la prese con sé, chiudendola in un'alta torre … La fiaba narrata è quella classica, di Raperonzolo, arricchita da suggestioni di racconti più recenti, come “Coraline e la porta magica”. E’ la fiaba di una bambina che si troverà a vivere in due “famiglie”, sempre sognando di uscire e attraversare il bosco, che, segreto e misterioso, circonda entrambe le sue case. E’ la storia di un incontro con un principe, di un amore che la farà sognare e le regalerà coraggio e ali per cominciare a volare. I protagonisti sono madri, padri, matrigne e principi, ma soprattutto, protagonista è una bambina che vuole affrontare il bosco - fatto di paure, solitudine, desideri - per poter infine crescere. L’infanzia è un momento unico e determinante, un libro prezioso in cui tutte le esperienze lasciano segni indelebili, scritti, che daranno vita al romanzo della nostra esistenza. E a questo libro guardiamo sempre, anche da adulti. La scelta di parlare il linguaggio della fiaba nasce dalla consapevolezza che le favole, create dalla cultura di ogni popolo, al di fuori del tempo e dello spazio, evocano situazioni che consentono al bambino di affrontare e metabolizzare le reali difficoltà della vita. Le fiabe aiutano a tradurre in immagini visive gli stati interiori, aiutano a trasferire alla realtà significati nascosti. Insomma, danno forma ed elaborano l'inconscio del mondo. Tematiche: crescere, affrontare le proprie paure Linguaggi: teatro d'attore ORGANIZZAZIONE E DISTRIBUZIONE Francesco D'Agostino Cell. +39 329 29 85 890 | Tel. 02 27 00 24 76 Mail commerciale@teatrodelburatto.it | franz.dagostino@teatrodelburatto.it SCARICA LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO DOCUMENTI SPETTACOLO Codice opera SIAE: 922929A Precedente Seguente

  • Continua a camminare

    < Torna alle produzioni Continua a camminare Dagli 11 anni Anno 2020 CREDITI Testo: Gabriele Clima, Renata Coluccini Regia: Renata Coluccini Con: Simona Gambaro, Stefano Panzeri Costumi: Raffaella Montaldo Scene e luci: Marco Zennaro Progetto musicale: Luca De Marinis, Raffaele Serra Direttore di produzione: Franco Spadavecchia Tratto dall’omonimo libro di Gabriele Clima DESCRIZIONE È la storia di due ragazzi, Fatma e Salim, due ragazzi in cammino in una Siria devastata dalla guerra. Fatma cammina nel deserto sotto un cielo stellato verso un campo militare. Salim cammina con suo padre verso una linea d’orizzonte e come talismano ha un libro appartenuto al fratello. Salim ha tredici anni, è coraggioso e testardo, e aveva un fratello che diceva che solo i libri possono fermare i kalashnikov, “perché se salvi i libri salvi la tua anima, e il tuo paese”. Anche Fatma ha tredici anni e i con suoi occhi da piccola stella di Damasco, cerca la bellezza in ogni luogo e soprattutto nel sorriso del fratello… È la storia di due ragazzi costretti a crescere in fretta, ma senza perdere uno sguardo di stupore e di incanto per la vita. La storia ripercorre il viaggio dei due protagonisti, che culminerà nell’incontro delle loro strade. Un viaggio, che parla direttamente all’anima del pubblico; un viaggio esistenziale, un percorso di vita, in cui ogni cosa, ogni accadimento diventa metafora di qualcos’altro; ‘Continua a camminare’ è un invito al coraggio, all’andare avanti oltre le difficoltà verso un orizzonte diverso per ciascuno di noi, ma pur sempre da raggiungere. Note di regia Ci sono incontri con un libro che ti segnano, così è stata per me la lettura di “Continua a camminare “di Gabriele Clima e da questa lettura è nata l’idea, meglio la necessità di portarlo in scena, per la forza del racconto, per i contenuti, per il linguaggio e la delicatezza nell’affrontare temi difficili con rispetto e profondità. La riscrittura scenica, fatta a quattro mani con l’autore ha mirato a dare vita all’essenzialità del testo sottolineandone non solo i momenti salienti, ma soprattutto la capacità di metafora. La vicenda va oltre i luoghi e i personaggi descritti per parlare all’anima di ognuno. Nella messa in scena si è lavorato per sottrazione, eliminando il superfluo per dare ancora più forza e corpo alle parole in una narrazione incrociata e appassionante. La ricerca scenografica è stata quella di creare il vuoto in scena, che è difficilmente raggiungibile semplicemente “svuotando” lo spazio; da qui la costruzione di un grande pannello/scultura, che domina la scena. La parte sonora è stata costruita appositamente per lo spettacolo ed è frutto di una lunga ricerca tra musiche e sonorità di Luca De Marinis e Raffaele Serra per fare diventare la musica terzo protagonista dello spettacolo, dove i diversi suoni accendono l’effetto evocativo e non descrittivo di mondi fisici e mondi dell’anima. Renata Coluccini Tematiche: la fuga dalla guerra vista dagli occhi di due adolescenti Linguaggi: teatro d'attore ORGANIZZAZIONE E DISTRIBUZIONE Francesco D'Agostino Cell. +39 329 29 85 890 | Tel. 02 27 00 24 76 Mail commerciale@teatrodelburatto.it | franz.dagostino@teatrodelburatto.it SCARICA LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO DOCUMENTI SPETTACOLO Codice spettacolo SIAE: 940106A Precedente Seguente

  • Storie di carta | Teatro del Buratto

    < Indietro Storie di carta Teatro del Buratto Da 1 a 3 anni Sala Teatranti - Teatro Bruno Munari Nuova produzione! Acquista Sabato 10 Aprile 2027 ore 17:00 Domenica 11 Aprile 2027 ore 10:00 Messa in scena a cura di Aurelia Pini Con: Aurelia Pini e Lorenzo Baldini “C’era una volta, anzi, c’è! Al Teatro Munari un luogo magico in cui alcune domeniche le storie prendono vita nella “Stanza delle Storie”. Le porte del Teatro Munari si aprono per accogliere piccoli e grandi che hanno bisogno di storie, favole, racconti. Tutti abbiamo un gran bisogno di storie, per interpretare i fatti del mondo reale, per coltivare l’immaginazione, la fantasia, per scoprire nuovi mondi e personaggi, per vivere tante emozioni. Perché…perché è bello! Noi vi stiamo aspettando, ne abbiamo tanti di storie da raccontarvi. Il lupo e i sette capretti, Hansel e Gretel, la storia di un uccellino di nome Cipì, e tante altre ancora… Tematiche: l’importanza delle storie, la fantasia Linguaggio: teatro di narrazione, pittura dal vivo < Precedente Successivo >

  • Il Bosco delle storie di Natale | Teatro del Buratto

    < Back Il Bosco delle storie di Natale 14 Dicembre 2026 ore 10:00 «Il bosco coperto di neve può fiorire sotto le stelle, gli animali riunirsi in una festa per il ritorno della luce.» Previous Next < Indietro Il Bosco delle storie di Natale 14 Dicembre 2026 ore 10:00 Teatro Munari Dai 3 anni Fondazione TRG / La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale CAPS TITLE Una produzione: Fondazione TRG / La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale Liberamente ispirato ai racconti di: Selma Lagerlöf Uno spettacolo di: Drogheria Rebelot Con: Miriam Costamagna Regia: Andrea Lopez Nunes con la consulenza di Enrica Carini Drammaturgia e scene: Enrica Carini Sagome e figure: Gabriele Genova Tecnico luci: Rossella Corna/Andrea Lopez Nunes «Il bosco coperto di neve può fiorire sotto le stelle, gli animali riunirsi in una festa per il ritorno della luce.» La Vigilia di Natale si può stare svegli a leggere finché si vuole. Quando gli occhi ancora aperti in questa lunga notte iniziano a sognare, le figure dei libri e le parole delle leggende si animano nel buio della cameretta e allora il bosco coperto di neve può fiorire sotto le stelle, gli animali riunirsi in una festa per il ritorno della luce, e il Tomte raccontare la meraviglia della rinascita della natura intorno a loro. È questo che accade nella cameretta di Lou mentre la notte della vigilia prende vita sul suo tappeto dei giochi che si trasforma nel bosco delle storie di Natale. Un giorno però, dopo una furiosa tempesta di neve, il Tomte non arriva a casa. Cosa gli sarà successo? Sarà un coraggioso pettirosso, aiutato dagli animali incontrati nel bosco, a partire alla sua ricerca, per salvare il Natale della piccola Lou. SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >

  • Il mio papà è Ulisse

    «Se Telemaco è presente nella sua attesa, il mondo del padre prende vita attraverso la forza di immagini deformate, trasformate dal suo sentire.» < Indietro Il mio papà è Ulisse 3 e 4 marzo 2027 10:00 Teatro Bruno Munari Dagli 8 anni Teatro del Buratto Testo e regia: Renata Coluccini Con: Sabrina Marforio, Stefano Panzeri, Cristina Liparoto Luci: Marco Zennaro Direttore di produzione: Franco Spadavecchia «Se Telemaco è presente nella sua attesa, il mondo del padre prende vita attraverso la forza di immagini deformate, trasformate dal suo sentire.» Il mito ci aiuta a comprendere l’oggi, a dare voce e immagine a situazioni e paure dell’animo. Proviamo a guardare il “mito” Ulisse con lo sguardo del figlio. Con lui, chiediamoci perché il padre non torna. Questa è la storia di Ulisse, che attraversa il mare. Questa è la storia di Telemaco che aspetta il ritorno di suo padre, guardando il mare. E il vento e le onde gli raccontano di come suo padre vinse la guerra di Troia, di come è difficile tornare dalla guerra. Dei Ciclopi e dell’arte magica della bellissima Circe, della nave catturata dai vortici di Cariddi. Se Telemaco è presente nella sua attesa, il mondo del padre prende vita attraverso la forza di immagini deformate, trasformate dal suo sentire. Il linguaggio teatrale sposa il linguaggio mitologico nel suo essere innanzitutto esperienza emotiva, percorso di conoscenza dell’individuo, rispetto a se stesso e alla sua relazione con l’esterno, con il mondo, con l’altro. Tematiche: il mito di Ulisse, l’attesa, rapporto padre-figlio Tecnica: teatro d’attore SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >

  • BU! | Teatro del Buratto

    < Indietro BU! MOMOM Dai 3 agli 8 anni Teatro Bruno Munari Acquista Domenica 1 Novembre 2026 ore 16:30 Di e con: Claudio Milani Testo: Francesca Marchegiano e Claudio Milani Scenografie: Elisabetta Viganò, Paolo Luppino, Armando, Piera Milani Musiche Debora Chiantella e Andrea Bernasconi Ci sono storie di paura paurose. E altre divertenti. Bù! è una divertente storia di paura, raccontata da un attore... e da una porta. La porta è un confine: da una parte c’è il Bosco Verde, dall’altra il Bosco Nero. Nel Bosco Nero vivono il Ladro, il Lupo, la Strega e il padrone di tutti: il terribile Uomo Nero. Nel Bosco Verde c’è una mamma rotonda come le torte, un papà forte, sette fratelli grandi come armadi... e anche un bambino, il piccolo Bartolomeo. Sarà proprio lui a dover affrontare le creature del Bosco Nero... fino a sconfiggerle una per volta. Tematiche: diventare grandi, affrontare la paura. Linguaggio: teatro d’attore < Precedente Successivo >

  • MONDI DI CARTONE | Teatro del Buratto

    < Indietro Un pomeriggio al teatro bruno munari Laboratorio Acquista Venerdì 15 Maggio 2026 ore 17:00 < Precedente Successivo >

  • Rumori nascosti

    Dai 5 anni < Torna alle produzioni Rumori nascosti Dai 5 anni Anno 2021 CREDITI Una coproduzione Teatro del Buratto e CSS Teatro Stabile di Innovazione del Friuli Venezia Giulia Un progetto di: Emanuela Dall’Aglio Con: Emanuela Dall’Aglio, Riccardo Paltenghi Regia: Emanuela Dall’Aglio Paesaggi sonori e luci: Mirto Baliani Costruzioni: Emanuela Dall’Aglio, Michele Columna, Veronica Pastorino Collaborazione artistica: Veronica Pastorino Direzione di produzione: Franco Spadavecchia DESCRIZIONE Proseguendo nello studio della fiaba, mi avvicino questa volta al racconto moderno o contemporaneo, affrontando la storia con la stessa cura e ricercatezza di archetipi e percorsi di una fiaba antica, d’altronde il viaggio dell’eroe segue percorsi che sono di tutti tempi, uguali in ogni epoca. Questa fiaba inedita comincia con una ricercatrice di reperti, che normalmente conosce e sceglie gli elementi della storia che introduce, ma che in questo caso li troverà con fatica lì sul posto e scoprirà insieme al pubblico la loro utilità, non essendo lei per prima pratica della fiaba che va a incominciare. Una fiaba pop-up, un abito storia, una casa di bambola. Una casa che si apre e si snoda tra scale, porte e stanze in un’avventura dove i rumori nascosti, gli scricchiolii, le porte che cigolano, generano suoni, evocano immagini, spingono la mente della protagonista a combattere creature paurose e mitiche, prima informi e poi sempre più concrete, prendendo connotazioni lupesche, animale stereotipo delle paure notturne. Quando qualcuno le sa ascoltare e sentire così bene, riesce anche a farle diventare vere… o forse lo sono da sempre. Lucia è una bambina che vive in una grande casa dove si ritrova spesso a giocare da sola, una situazione che spesso i piccoli conoscono bene. Camminando tra queste stanze i pensieri prendono forma e lei cerca di raccontare le sue preoccupazioni ad una famiglia che troppo spesso è occupata in altre faccende. Lucia vive la sua avventura scoprendo che le sue paure, i rumori sinistri di quella casa possono, per strane casualità essere generati da lei stessa che, scoprendo alcuni trucchi e conoscendo bene quel tipo di paura, diventa l’eroe che fa scappare gli incubi. Ispirato al libro Lupi nei muri di Neil Gaiman la fiaba rappresentata prende una sua autonomia soprattutto nel finale dove la rivalsa del protagonista è autonoma e onirica e i lupi, come le paure, vengono cacciati non dalla violenza, ma dalla presa di coscienza delle proprie forze. Un’avventura dentro i muri domestici, un luogo diventato anche troppo familiare in questi tempi. Tematiche: affrontare le proprie paure, il coraggio, diventare grandi Linguaggi: teatro di figura, teatro d'attore ORGANIZZAZIONE E DISTRIBUZIONE Francesco D'Agostino Cell. +39 329 29 85 890 | Tel. 02 27 00 24 76 Mail commerciale@teatrodelburatto.it | franz.dagostino@teatrodelburatto.it SCARICA LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO DOCUMENTI SPETTACOLO Codice opera SIAE: 947079A Precedente Seguente

  • La tregua di Natale | Teatro del Buratto

    4 < Indietro La tregua di Natale Anfiteatro / Progetto Piattaforma di Unoteatro Teatro Verdi Acquista 11 Dicembre 2026 ore 20:30 «I soldati fecero un patto solenne che avrebbero reso inoffensive le munizioni...» Durante l'inverno del 1914, al confine tra la Francia e il Belgio, inglesi e tedeschi erano impantanati in una logorante guerra di posizione combattuta nella disumana condizione delle trincee. Queste terribili condizioni accomunavano i due schieramenti e portarono i soldati a scambiarsi qualche favore che rendesse la vita meno impossibile. Era la vigilia di Natale e per entrambi gli schieramenti, assieme agli ordini che dicevano che i combattimenti non avrebbero dovuto essere interrotti per nessun motivo, arrivarono pacchi dono che contenevano una tregua che nei giorni successivi si diffuse a macchia d'olio. A questo punto intervennero gli alti comandi e la tregua fu interrotta, ma i soldati fecero un patto solenne, che nel caso li avessero costretti a riprendere i combattimenti nessuno avrebbe mirato ad altezza uomo, ma reso inoffensive le munizioni... “sparando alle stelle in cielo”. < Precedente Successivo >

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